La Retinografia non Midiatrica

Descrizione

E’ una tecnica di acquisizione digitale delle immagini del fondo oculare, consente di ottenere immagini di qualità più che sufficiente ai fini clinici, senza creare troppo disagio ai pazienti e spesso addirittura senza neppure la necessità di indurre midriasi farmacologica.
Viene eseguita come screening del fondo oculare nel diabete, nell’ipertensione e in altre patologie sistemiche che richiedano una valutazione periodica della retina.

Retinopatia Ipertensiva

Cos’è?

È una malattia oculare che coinvolge le arterie e le vene della retina, il nervo ottico e la coroide (strato del bulbo oculare ricco di vasi sanguigni). Può provocare, nei casi più gravi e avanzati, una visione annebbiata e distorta perché altera il corretto funzionamento della retina.

Da cosa è causata?

La causa di questa patologia è la pressione arteriosa troppo alta. Infatti, chi ha una pressione del sangue al di sopra dei valori normali (80 mmHg per la minima e 120 mmHg per la massima) col passare del tempo soffre di alterazioni dei vasi retinici, ossia:

1) riduzione della dimensione (calibro) delle arterie, che si restringono progressivamente;
2) dilatazione delle vene, che tendono ad assumere un decorso tortuoso;
3) formazione di incroci artero-venosi ad angolo retto.

Questo tipo di evoluzione della malattia porta alla formazione di aree in cui manca l’apporto di ossigeno e di nutrienti (aree ischemiche della retina): all’esame del fondo oculare potrebbero essere presenti essudati duri, molli (anche a forma di batuffolo di cotone) e piccole emorragie (disposte nello strato delle fibre nervose). Anche la coroide va incontro alla formazione di aree non irrorate, mentre il nervo ottico – almeno nelle forme più avanzate della malattia – si può sollevare a causa della presenza di un certo grado di edema papillare. Queste modificazioni sono lente e progressive, ma alla lunga possono compromettere la normale capacità visiva.

Quali sono i sintomi?

Nelle forme lievi non sono presenti disturbi, mentre nelle forme più avanzate di retinopatia ipertensiva la visione può risultare annebbiata e le immagini distorte.

Come si effettua la diagnosi?

La diagnosi avviene attraverso l’esame del fondo oculare, previa instillazione di un collirio per la dilatazione delle pupille. È possibile, in questo modo, valutare dimensione e decorso dei vasi sanguigni, eventuale presenza di emorragie, essudati ed edema maculare. A seconda del grado di alterazione arterioso e venoso nonché della presenza di lesioni (emorragie, zone ischemiche) si determina lo stadio della malattia. Una fluorangiografia (si inietta per via endovenosa una sostanza fluorescente e si eseguono delle fotografie della retina in tempi diversi) può essere utile per evidenziare alterazioni precoci dei vasi retinci e poter studiare l’evoluzione della patologia.

Qual è la terapia?

La terapia si basa esclusivamente sul controllo, attraverso opportune cure, dell’ipertensione arteriosa sistemica (pressione alta). È importante, quindi, l’esame semestrale del fondo oculare dall’oculista in chi è iperteso, anche per verificare il grado di efficacia della terapia e valutare lo stadio della malattia retinica. Può accadere che si scopra di essere ipertesi soltanto dopo una visita oculistica, quando il medico rileva la presenza dei segni iniziali della retinopatia ipertensiva.

Soffro da molti anni di pressione alta, ma prendo una compressa che la riporta a valori normali… posso stare tranquillo?

Mediante il controllo del fondo oculare si possono evidenziare le alterazioni retiniche a carico del microcircolo, contribuendo così alla diagnosi precoce di uno stato ipertensivo latente e consentendo – con l’ausilio del cardiologo o dell’internista – un trattamento farmacologico adeguato. In questo modo si potrà formulare un giudizio sull’efficacia della terapia antipertensiva in atto. È evidente, quindi, che un controllo periodico della condizione del fondo dell’occhio potrà fornire un’informazione accurata sulla evoluzione di eventuali alterazioni retiniche causate dall’ipertensione.

La mia pressione è poco più alta della norma, come devo comportarmi?

La pressione arteriosa al di sopra della norma, in particolare quella diastolica (la minima), provoca danni ai vasi sanguigni degli occhi. Più a lungo è alta la pressione arteriosa e più il danno rischia di essere grave. È consigliato quindi, in questi casi, farsi seguire da un cardiologo o da un internista, i quali hanno le competenze più adeguate. Un’opportuna terapia farmacologica associata a una dieta corretta (poco sale e pochi grassi) e a uno stile di vita meno sedentario (attività fisica) possono portare ad un miglioramento dell’ipertensione e, di conseguenza, anche della retinopatia.

Nota: La pressione alta degli occhi (ipertensione oculare) è soltanto marginalmente legata alla pressione sanguigna: difficilmente chi soffre di pressione arteriosa elevata ha valori elevati di quella oculare (o viceversa).

Retinopatia Diabetica

CHE COS’E’ LA RETINOPATIA DIABETICA?

Il diabete è una malattia provocata dall’incapacità dell’organismo di utilizzare gli zuccheri in maniera corretta, per cui si trovano alte concentrazioni di glucosio nel sangue (iperglicemia).L’iperglicemia danneggia i vasi sanguigni di tutto l’organismo e in particolar modo quelli di minor diametro, compresi i capillari della retina. Le complicanze oculari del diabete, dette appunto retinopatia diabetica, possono portare alla perdita parziale o anche totale della vista.

QUALI FORME DI RETINOPATIA SONO PROVOCATE DAL DIABETE?

La microangiopatia diabetica è un’importante complicanza che interessa i piccoli vasi di diversi organi e si può verificare, a lungo termine, nei soggetti affetti da diabete mellito con controllo non ottimale.La retinopatia è l’aspetto più conosciuto della microangiopatia diabetica e costituisce un problema di notevole rilevanza: secondo alcuni dati, dopo circa 20 anni di malattia, un’alta percentuale di pazienti affetti da diabete mellito di tipo I (insulino-dipendente) e un certo numero di quelli con diabete mellito di tipo II (non-insulino-dipendente) hanno un qualche grado di retinopatia, portando il diabete mellito tra le principali cause dei disturbi della vista e della cecità legale nella società occidentale.Infatti circa il 4% dei pazienti con diabete insorto prima dei 30 anni (I tipo) da un punto di vista legale sono ciechi e nel 90% di questi la cecità è attribuibile alla retinopatia diabetica. Allo stesso modo sono legalmente ciechi circa il 2% dei pazienti con diabete mellito insorto dopo i 30 anni (II tipo) e in 1/3 dei casi la cecità, anche qui, è attribuibile alla retinopatia diabetica. Si stima, inoltre, che la retinopatia diabetica sia la causa più frequente di nuovi casi di cecità negli adulti di età compresa tra 20 e 75 anni.La prevalenza della retinopatia è strettamente correlata alla durata del diabete e con il grado di compenso metabolico.

Esistono due tipi di retinopatia diabetica:

Forma non proliferante. I vasi alterati presentano zone di indebolimento con dilatazione della parete (microaneurismi) e possono sanguinare producendo emorragie retiniche. Successivamente possono crearsi edema e/o ischemia.

L’edema si verifica quando dalle pareti alterate dei capillari trasuda del liquido. Questo fluido provoca un rigonfiamento della retina (edema) o l’accumulo di grassi e proteine (essudati duri).L’ischemia è il risultato dell’occlusione dei vasi capillari; la retina, ricevendo sangue in quantità insufficiente, non riesce a funzionare correttamente. Ciò favorisce il passaggio alla forma proliferante.

Forma proliferante. Quando i capillari retinici occlusi sono numerosi compaiono ampie zone di sofferenza retinica (aree ischemiche ed essudati molli o cotton-wool spots). Queste zone di retina sofferente, nel tentativo di supplire alla ridotta ossigenazione, reagiscono stimolando la crescita di nuovi vasi sanguigni. Sfortunatamente questi neovasi sono anomali perché hanno una parete molto fragile e crescono a caso sulla superficie della retina. I neovasi sanguinano facilmente, dando luogo a emorragie vitreali e portano alla formazione di tessuto cicatriziale, il quale, contraendosi progressivamente, può provocare il raggrinzimento e/o il distacco della retina.

CHE ESAMI BISOGNA FARE?

Una retinopatia diabetica può essere presente pur non causando una diminuzione della vista e questa si manifesta solo quando le alterazioni della retina coinvolgono la parte centrale (macula). Pertanto l’unico modo per scoprire alterazioni dei vasi retinici è quello di sottoporsi ad un esame del fondo dell’occhio.

L’oftalmoscopia binoculare indiretta è una tecnica che permette di esplorare il 100% della superficie retinica e di identificare le aree che necessitano di una valutazione più approfondita.L’oftalmoscopia indiretta consente una buona visualizzazione del fundus, anche se esistono gli svantaggi dello scarso ingrandimento e dell’immagine rovesciata.Utilizzando l’oftalmoscopio diretto l’immagine appare dritta ed ingrandita, fatto comodo per l’osservatore, però il campo osservabile è ridotto rispetto a quello ottenuto con la tecnica precedente e la periferia della retina è mal esplorabile.

La fotografia a colori del fundus o retinografia è utile dal punto di vista clinico e per lo screening, in quanto fornisce una documentazione permanente della retinopatia osservata in oftalmoscopia. La retinografia risulta pertanto essenziale quando si deve confrontare nel tempo le condizioni del fondo oculare e discutere degli effetti del trattamento. La retinografia viene eseguita tramite il retinografo.

La angiografia a fluorescenza sequenziale o fluoroangiografia, viene eseguita tramite iniezione endovenosa di un colorante – la fluoresceina sodica. Si tratta di una tecnica fotografica più sofisticata della precedente che presenta il vantaggio di evidenziare con precisione le alterazioni morfologiche e funzionali della rete capillare retinica nelle fasi iniziali della retinopatia.

Il miglior trattamento consiste nel prevenire lo sviluppo della retinopatia. Frequenti controlli della glicemia, per evitarne gli sbalzi, riducono molto il rischio a lungo termine di perdere la vista. Se esistono problemi di alta pressione arteriosa o di elevate concentrazioni di grassi nel sangue, questi devono essere normalizzati.

Quali sono i sintomi della Retinopatia Diabetica?

Nonostante la retinopatia diabetica possa danneggiare in maniera irreversibile la vista, questo non avviene immediatamente. Infatti la forma precoce di R.D. detta non proliferante o del “background” spesso è asintomatica.

Se la forma non proliferante o retinopatia del background si associa ad edema maculare si può avere una graduale degenerazione della visione sia per lontano che per vicino.

In caso di retinopatia diabetica proliferante, la vista può presentare delle zone di discontinuità o può scomparire completamente.

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